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Nato un piccolo di gattopardo

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Uova di gattopardo

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Il piccolo gattopardo

Lieto evento stamani presso l’Acquario Mediterraneo dell’Argentario: da una delle uova che sono state deposte da una femmina di Gattopardo (Scyliorhinus stellaris) la scorsa primavera in una vasca della struttura è nato un piccolo!

Il Gattopardo è una specie di squalo tipica del Mar Mediterraneo; ha abitudini notturne ed è ovovivipera. Generalmente si riproduce in primavera e in estate. Alla schiusa delle uova, dopo circa 7 mesi dalla deposizione, il piccolo misura circa 16 cm.

In foto: le uova, dove si vede l’embrione in formazione attraverso il guscio semi-trasparente, e il piccolo di gattopardo appena uscito da una delle uova.

Mostra itinerante “Sharklife: proteggiamo gli squali nel Mediterraneo”

shark_life_pp-2A partire da questo week-end l’Acquario Mediterraneo dell’Argentario ospiterà la mostra itinerante “Sharklife: proteggiamo gli squali nel Mediterraneo”, realizzata nell’ambito del primo progetto europeo dedicato alla conservazione degli squali.

L’obiettivo della mostra, che è stata e sarà esposta in vari acquari e musei naturalistici italiani, è quello di puntare l’attenzione su quanto gli squali siano importanti per la salute del nostro pianeta e quanto purtroppo siano a rischio di estinzione.
I mari italiani ospitano ben 43 specie di squali, che sono costantemente minacciati a causa di alcune sconsiderate attività umane.

Il progetto Sharklife è finanziato dall’Unione Europea attraverso lo strumento finanziario LIFE+ ed ha come capofila il Centro Turistico Studentesco e giovanile (CTS). Altri partner sono:  FIPSAS, AGCI-AGRITAL, Cibm, Fondazione Cetacea Onlus, Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena, Area Marina Protetta delle Isole Pelagie, Ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del mare e Parco Nazionale dell’Asinara.

Per maggiori informazioni su Sharklife: www.sharklife.it

I gattucci hanno deposto le uova!

di Francesca Birardi

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Un lieto evento all’Acquario Mediterraneo dell’Argentario di Porto S. Stefano: i gattucci, che si trovano nella vasca più piccola della prima stanza del piano inferiore, hanno deposto due uova fissandole ad un “ramo” di Gorgonia bianca.

I gattucci (nome scientifico: Scyliorhinus canicula) sono pesci che appartengono alla classe dei Condroitti, che comprende tutte le specie che possiedono uno scheletro cartilagineo, inclusi i grandi squali. Questa specie è molto diffusa nel Mediterraneo e di solito si ritrova su fondali sabbiosi, sia in acque basse che a grandi profondità.

Hanno un corpo allungato e affusolato, un capo schiacciato e una bocca che si apre ventralmente. Il loro corpo è coperto di scaglie e la loro livrea (insieme dei colori e dei disegni delle squame e dell’epidermide dei pesci) è di un beige chiaro cosparso di macchioline nere. Hanno due narici, dette valve nasali, che non servono per respirare (la respirazione avviene per mezzo di 5 o 6 paia di branchie situate ai lati del corpo) ma contengono cellule olfattive che captano la presenza di sostanze odorose disciolte nell’acqua.

Di indole pigra, passano la giornata adagiati sul fondo o tra le rocce a dormire, mentre di notte sono più attivi e si dedicano alla caccia di crostacei, molluschi e policheti dei quali sono ghiotti.

La fecondazione è interna e si compie attraverso una vera copula, che avviene in un modo che, ai nostri occhi, potrebbe essere giudicato come un atto di aggressione poiché il maschio trattiene la femmina afferrandola con i denti. È capitato molto spesso, nel passato, che alcuni visitatori impauriti dalla scena siano accorsi in biglietteria ad avvertire che due gattucci si stavano “massacrando”, quando in realtà si stavano semplicemente accoppiando.

Le femmine depongono delle uova particolari, caratterizzate da grossi tuorli avvolti in un guscio corneo molto duro ma trasparente tanto che si può nettamente vedere l’interno e seguire ogni passo dello svilupppo. Le uova vengono generalmente fissate su colonie di gorgonie tramite 4 filamenti dall’aspetto molto simile a quello dei viticci, che possono raggiungere anche i 5 metri di lunghezza. Dopo 9-10 mesi avviene la schiusa: i piccoli gattucci sono lunghi circa 4 cm e sono subito autonomi. I gusci vuoti possono essere ritrovati molto frequentemente sulla battigia e in alcune parti d’Italia vengono simpaticamente chiamati borsellini delle Sirene.