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Infralitorale superiore (profondità 0-15m)

Vasca infralitorale superiore - di E.BirardiEcologia
L’Infralitorale superiore è particolarmente ricco di fitocenosi (popolazioni vegetali), grazie alla presenza della luce che favorisce la fotosintesi clorofilliana e dell’idrodinamismo (azione combinata di onde e correnti) che apporta nutrienti indispensabili alla crescita delle varie specie vegetali che sono alla base della ricchezza specifica di questo piano. Ad una profondità che varia da 0 ai 15 metri è frequente incontrare, in ambiente prevalentemente sabbioso, le praterie di Posidonia oceanica, vera e propria pianta endemica del Mediterraneo che come le piante terrestri ha radici, fusto, foglie, fiori e frutti. Sulle spiagge antistanti alla prateria il moto ondoso accumula le foglie che vanno a costituire banchi e le “egagropili”, ovvero le palle di foglie e resti di steli. Durante la stagione riproduttiva, in settembre, è possibile vedere anche i frutti della Posidonia simili ad olive verdi.

Abitanti
In questo ambiente è possibile osservare la Salpe che brucano incessantemente le alghe epifite sulle foglie della Posidonia, e i Cavallucci marini che, nascosti tra le foglie e ancorati con la coda ad esse, aspettano impassibili le prede costituite da piccoli crostacei. I cavallucci sono purtroppo rari e, per questo, protetti. Sono presenti anche le Donzelle, le Donzelle pavonine, ospiti del Mediterraneo solo da pochi decenni, e varie specie di Labridi. Tra i molluschi caratteristica, anche se ormai rara, la Pinna comune (Pinna nobilis), che si nutre per filtrazione e che spesso ospita all’interno delle valve piccoli gamberetti.
In ambienti rocciosi ed in anfratti si scorge la Murena, che può superare i 130 centimetri di lunghezza e si nutre di molluschi, pesci e crostacei ed il Polpo.

Dove si trova
Lungo le coste dell’ Argentario e delle Isole Del Giglio e di Giannutri a noi vicine, in questa fascia si può vedere una particolare ricchezza di vita vegetale ed animale. Alla profondità che va da 0 a 15 metri si alternano substrati rocciosi, per lo più in prossimità delle punte, con substrati sabbiosi, per lo più in corrispondenza del centro.
Esempi caratteristici delle situazioni ove è presente la “franata di roccia” sono Punta Ciana, Capo D’Uomo ed i fondali che circondano l’Isola Rossa all’Argentario, la costa che va da Punta Torricella verso Punta del Capel Rosso all’Isola Del Giglio e la zona di Cala Ischiaiola e di Punta Pennello all’Isola Di Giannutri. Caratteristici fondali con substrato sabbioso sono ad esempio il centro di Cala Cacciarella, Cala Grande e Cala Del Gesso all’Argentario, Cala Dell’Allume all’Isola Del Giglio ed ampie zone del Golfo Dello Spalmatolo all’Isola Di Giannutri.

Immersioni consigliate
La profondità di questa fascia è particolarmente adatta per subacquei alle prime esperienze, ma l’insieme armonioso delle forme di vita presenti fa consigliare un’attenzione particolare anche da parte di subacquei più esperti. Luoghi particolarmente indicati per ammirare le specie tipiche di questo piano litorale sono le praterie di Posidonia di Cala Cacciarella all’Argentario, di cala Dell’Allume all’Isola Del Giglio e di Cala Ischiaiola all’Isola Di Giannutri ove l’alternarsi di fondi rocciosi a frana con quelli sabbiosi favorirà l’incontro con polpi, murene e crostacei di varie specie.

Vasca
La vasca che rappresenta l’Infralitorale superiore si trova al piano terra dell’Acquario di Porto S.Stefano ed è l’ultima che si incontra nel percorso subito prima di uscire dalla struttura.

Pinna nobilis, il bivalve più grande del Mediterraneo

di Francesca Birardi

Questo mollusco, comunemente noto come “Nacchera” o “Pinna comune”, può raggiungere notevoli dimensioni arrivando talvolta a misurare 1 metro di lunghezza. Ha una conchiglia bivalve a forma quasi triangolare e vive infossato nel sedimento, prevalentemente sabbioso, tramite la parte appuntita.

Si possono vedere esemplari di questa specie diffusa in tutto il Mar Mediterraneo nei pressi o all’interno delle praterie di Posidonia oceanica. La Pinna nobilis si nutre e respira facendo passare l’acqua all’interno del proprio corpo tramite un sifone, detto “inalante”, poi espulsa tramite un altro sifone detto “esalante”. Talvolta ospita all’interno della propria conchiglia dei piccoli crostacei con i quali vive in simbiosi.

A causa della bellezza delle loro conchiglie le Pinne comuni sono spesso prede di persone senza scrupoli che estirpano il mollusco dal fondale, gettano via l’animale estraendolo senza pietà e portano a casa le valve per poterle ostentare nelle proprie case come macabri trofei. La popolazione di Pinna nobilis si è pertanto notevolmente ridotta, per cui da qualche anno è stata ufficialmente dichiarata specie protetta.

Potete ammirare una giovane Nacchera nella vasca degli invertebrati dell’Acquario di Porto Santo Stefano; è possibile riconoscere un individuo giovane da uno adulto non solo per le dimensioni ridotte ma anche per la presenza di protuberanze disposte in file molto fitte sulla parete esterna delle valve, che scompaiono quando il mollusco diventa adulto.