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Il pesce giusto, l’app e la miniguida per aiutare il Mare nostrum

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Progetto “Il Pesce Giusto”

Come fare per acquistare i prodotti del nostro mare senza causare danni agli ecosistemi naturali?

L’Università degli Studi di Roma Tor Vergata ci viene in aiuto con il progetto “Il Pesce Giusto“, tramite il quale i ricercatori hanno messo a punto una miniguida, scaricabile sul sito, e un’app gratuita che informa il consumatore in tempo reale sulla sostenibilità ecologica dell’acquisto appena fatto.

Il Pesce Giusto è un progetto di Citizen science dove il consumatore svolge un ruolo attivo per la raccolta di informazioni sulla qualità degli acquisti, fatti in Italia, di risorse alimentari marine. Il progetto, inoltre, mette a disposizione del consumatore strumenti e informazioni necessari per un’attenta valutazione degli acquisti fatti.

L’Accademia Mare Ambiente è partner del progetto; presso l’Acquario Mediterraneo dell’Argentario potete richiedere ulteriori informazioni.

Evento conclusivo app AMareMaremma

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AmbienteMareMaremma

Verranno presentati giovedì 15 ottobre 2015 alle ore 10:00 presso la Sala Consiliare del Comune di Monte Argentario l’app e il sito AMareMaremma realizzati con il progetto Be@ctive, promosso dall’Unione delle Province Italiane (UPI) e finanziato dall’Agenzia Nazionale Giovani (ANG).

Il progetto ha visto coinvolti Provincia di Grosseto, Comune di Monte Argentario, Comune di Grosseto, Accademia Mare Ambiente, Club subacqueo Grossetano e Cooperativa “La Peschereccia” di Orbetello.

Nell’attesa che l’app gratuita venga resa disponibile per i vostri smartphone e iPhone potete consultare il sito internet www.amaremaremma.it per scoprire insieme a noi gli ecosistemi della fascia costiera della Provincia di Grosseto.

 

Ecco il programma dell’evento:

  • 10:00 Coffee break
  • 10:15 Saluto degli enti partecipanti:
    Comune di Monte Argentario
    Provincia di Grosseto
    Comune di Grosseto
  • 10.30 Presentazione dei Partners
    Club subacqueo Grossetano
    Accademia Mare e Ambiente
    Cooperativa La Peschereccia
  • 11: 00 Presentazione del Progetto, APP e WEB
    Presentazione del Progetto
    Presentazione dell’APP
    Presentazione del sito web
  • 11:30 Conclusioni e Premiazione delle scuole superiori che hanno partecipato al Progetto

Progetto Be@ctive: un’app per gli ecosistemi della fascia costiera

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Durante la visita guidata di domani 21 agosto e di venerdì 28 agosto (ore 10:45) verrà illustrato ai nostri visitatori il progetto Be@ctive, promosso dall’Unione delle Province Italiane (UPI) e finanziato dall’Agenzia Nazionale Giovani (ANG), che vede coinvolti Provincia di Grosseto, Comune di Monte Argentario, Comune di Grosseto, Accademia Mare Ambiente, Club subacqueo Grossetano e Cooperativa “La Peschereccia” di Orbetello nella realizzazione di un applicativo e un sito web con percorsi didattico/multimediali per l’osservazione diretta e la scoperta degli ecosistemi della fascia costiera della Provincia di Grosseto.

La fascia costiera della Provincia di Grosseto presenta habitat naturali di eccellenza per lo stato di conservazione e per la biodiversità negli ecosistemi, sino ad oggi non particolarmente interessati da attività industriali di impatto significativo. Nella costa della Provincia di Grosseto, quindi, la conoscenza per la conservazione e la valorizzazione ecosostenibile della natura è un’esigenza primaria, in quanto le peculiarità naturalistiche del territorio devono essere tutelate mantenendo inalterata, al contempo, la vocazione turistica della costa.

La valorizzazione e la conservazione del territorio costiero può costituire il volano per uno sviluppo economico eco-compatibile in senso qualitativo a beneficio delle nuove generazioni ed è in questo contesto che nasce il Progetto “AMareMaremma”, che ha come obiettivo generale quello di favorire l’utilizzo delle nuove nuove tecnologie integrate nei tablet e smartphone per incoraggiare un moderno approccio all’apprendimento didattico induttivo, portando l’attenzione dei ragazzi dai 14 ai 18 anni sulla naturalità del mondo che li circonda.

Immersioni alle Isole Medes di Camilla e Alessandro Tommasi

Una splendida settimana di immersioni alle Isole Medes dove Alessandro Tommasi, vice-presidente dell’A.M.A., e sua figlia Camilla hanno goduto delle sensazionali immagini offerte dalla stupenda vita sottomarina mantenuta intatta in una riserva dove si rispettano le regole. Il “Mediterraneo” che vorremmo vedere anche in Italia.

Che differenza c’è tra un’alga e una pianta marina?

di Francesca Birardi

Molto spesso i vegetali marini vengono tutti chiamati “alghe”, anche se in realtà nel mare ci sono anche le piante. Non è immediato riuscire a distinguere le piante dalle alghe, soprattutto perché alcune di queste ultime hanno una forma lanceolata o allargata che ricorda quella delle foglie delle piante terrestri.

Sia le piante marine che le alghe effettuano la fotosintesi clorofilliana, attraverso la quale trasformano l’energia solare in sostanze organiche necessarie per il loro nutrimento e producono ossigeno a partire da anidride carbonica e acqua. Questo processo avviene all’interno dei cloroplasti, speciali organi cellulari che contengono pigmenti, come clorofille (clorofille a, b e c) di colore verde, ficobiline (fitoeritrine e ficocianine) di colore azzurro e rosso, e carotenoidi (caroteni e xantofille) di colore giallo-arancione. Questi conferiscono anche la colorazione alle alghe, che sono tradizionalmente divise in tre gruppi: verdi, rosse e brune.

Posidonia oceanicaLe piante marine hanno radici, fusto, foglie, fiori e frutti, proprio come quelle terrestri. Grazie alla presenza dei fiori, che sono gli organi riproduttori, queste piante sono dette “fanerogame marine”, dal greco faneròs e gàmos, cioè “nozze evidenti”. Si riproducono con un’impollinazione di tipo idrofila, tramite la quale il polline viene trasportato dall’acqua. In Mediterraneo esistono cinque specie di fanerogame marine, di cui quattro appartenenti alla famiglia delle Potamogetonacee: Posidonia oceanica (nella foto di A. Tommasi), Zostera marina, Nanozostera noltii e Cymodocea nodosa. L’altra specie è l’Halophila stipulacea, della famiglia delle Hydrocharitacee: si tratta di un migrante lessepsiano (cioè entrato in Mediterraneo attraverso il Canale di Suez; il nome deriva da Ferdinand de Lesseps, diplomatico francese che fu promotore ed esecutore della costruzione del canale) che si trova nel nostro mare solo da pochi anni.

Le alghe, a differenza delle piante, non hanno radici, fusto, foglie, fiori o frutti e nemmeno tessuti di conduzione di acqua e nutrienti; infatti, assorbono tali sostanze attraverso tutto il loro “corpo” che è chiamato tallo. Per rimanere fisse al substrato hanno i rizoidi, strutture simili a radici aventi la funzione di ancoraggio ma non quella di assorbimento di acqua e sali minerali dal terreno. In Mediterraneo esistono molte specie di alghe tra le quali le più comuni e conosciute sono sicuramente Acetabularia acetabulum, con la tipica forma a ombrellino, Padina pavonica, detta anche “orecchietta di mare” (nella foto), Ulva lactuca, o “insalata di mare”, Caulerpa prolifera, provvista di tallo a forma lanceolata che ricorda molto la foglia di una pianta.

Le alghe e le piante, assieme al fitoplancton, costituiscono il primo anello delle catene alimentari; per questo la componente vegetale è una parte fondamentale e importantissima dell’ecosistema marino. Inoltre le piante, formando delle vere e proprie praterie sommerse, offrono riparo a molte specie animali e grazie all’intreccio di fusti e radici proteggono le nostre coste dall’erosione.