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Ambiente di superficie

040Ecologia
L’Ambiente di superficie è caratterizzato dalla presenza di banchi di pesci che si nutrono prevalentemente di alghe e organismi bentonici. La bassa profondità dell’acqua permette il passaggio dei raggi del sole, i quali, illuminando i fondali, favoriscono la crescita di vegetazione marina, la principale fonte di cibo per le specie che vivono in questo ambiente. I branchi di pesci che popolano quest’area trovano generalmente un luogo protetto dai grandi predatori, che raramente si avvicinano a terra a causa della bassa profondità e dell’azione delle onde.

Abitanti
Tipici abitanti di questa zona sono Molluschi, Stelle marine, Ricci di mare, Gamberi, Spugne, Policheti, Isopodi, Alghe Verdi e Brune, Anemoni, Castagnole, Sciarrani, Bavose,  Salpe, Boghe e Cefali.

Dove si trova
I luoghi più favorevoli per ammirare le specie di ambiente di superficie sono gli specchi di mare che si affacciano lungo le coste caratterizzati da fondali rocciosi.

Immersioni consigliate
Per ammirare tutte le specie che popolano gli ambienti superficiali basta effettuare snorkeling lungo tutte le coste dell’Argentario.

Vasche
Le vasche che rappresentano l’ambiente di superficie si trovano al primo piano dell’Acquario di Porto S. Stefano; sono la prima e la terza vasca, entrambe da 2000 litri, che si incontrano durante il percorso. Si tratta delle ultime due vasche realizzate nella struttura grazie al generoso contributo dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze, che sono state inaugurate il 17 gennaio 2009 (nella foto: una delle due vasche di ambiente di superficie).

 

I Cavallucci marini

di Francesca Birardi

cavalluccio - di A.TommasiI Cavallucci marini, detti anche Ippocampi, sono pesci ossei appartenenti all’ordine dei Singnatiformi e famiglia dei Singnatidi. Sono pesci generalmente piccoli dal carattere schivo e timido, ed hanno la particolarità di avere una bocca a forma di tubo, all’interno della quale non ci sono denti.

Le loro doti mimetiche li rendono difficilissimi da individuare nelle praterie di Posidonia o nelle alghe fra le quali si nascondono; a causa della loro lentezza nei movimenti, infatti,  riescono a sfuggire dai predatori solo nascondendosi.

I cavallucci prestano cure parentali alla loro prole, in particolare è il maschio a possedere un’apposita sacca per l’incubazione delle uova. A seconda della specie vengono deposte fino ad un massimo di 1200 uova, grandi circa due millimetri ciascuna; la schiusa avviene dopo qualche giorno o qualche settimana.

I cavallucci marini sono stati inseriti nelle liste delle specie marine protette in Italia, poichè sono a rischio esitinzione.

Nell’Acquario di Porto S. Stefano potete ammirare alcuni piccoli ippocampi nascosti tra le alghe  nella vasca posta davanti a quella che rappresenta il piano Infralitorale superiore.