Pinna nobilis, il bivalve più grande del Mediterraneo
20 novembre 2008 | Schede di invertebrati
Questo mollusco, comunemente noto come “Nacchera” o “Pinna comune”, può raggiungere notevoli dimensioni arrivando talvolta a misurare 1 metro di lunghezza. Ha una conchiglia bivalve a forma quasi triangolare e vive infossato nel sedimento, prevalentemente sabbioso, tramite la parte appuntita.
Si possono vedere esemplari di questa specie diffusa in tutto il Mar Mediterraneo nei pressi o all’interno delle praterie di Posidonia oceanica. La Pinna nobilis si nutre e respira facendo passare l’acqua all’interno del proprio corpo tramite un sifone, detto “inalante”, poi espulsa tramite un altro sifone detto “esalante”. Talvolta ospita all’interno della propria conchiglia dei piccoli crostacei con i quali vive in simbiosi.
A causa della bellezza delle loro conchiglie le Pinne comuni sono spesso prede di persone senza scrupoli che estirpano il mollusco dal fondale, gettano via l’animale estraendolo senza pietà e portano a casa le valve per poterle ostentare nelle proprie case come macabri trofei. La popolazione di Pinna nobilis si è pertanto notevolmente ridotta, per cui da qualche anno è stata ufficialmente dichiarata specie protetta.
Potete ammirare una giovane Nacchera nella vasca degli invertebrati dell’Acquario di Porto Santo Stefano; è possibile riconoscere un individuo giovane da uno adulto non solo per le dimensioni ridotte ma anche per la presenza di protuberanze disposte in file molto fitte sulla parete esterna delle valve, che scompaiono quando il mollusco diventa adulto.
8 commenti a Pinna nobilis, il bivalve più grande del Mediterraneo
Pinna nobilis può raggiungere 120cm di lunghezza.Il profilo libero superiore,negli esemplari maggiori,non è curvilineo regolare,ma è a doppia curvatura,una più alta e larga,l’altra più bassa e stretta,come due colline affiancate.Alcuni esemplari vengono trovati vuoti,ancora verticali,con le valve separate da un sassolino:è passato un polpo che,con questo artifizio,riuscì ad estrarre il frutto senza lasciare un tentacolo tra gli affilati bordi.Il muscolo costrittore è la parte bianca cilindrica che viene tagliata per aprire il bivalve.
4 gennaio 2009
Si rinvengono a volte,al suo interno,piccole perle brune,irregolari
4 gennaio 2009
Grazie per i tuoi commenti, silvio!
5 settembre 2009
ciao a tutti,sono appena rientrato dalle vacanze trascorse a Follonica,mi spiace di non possedere una fotocamera subacquea perchè questanno mentre effettuavo delle immersioni in apnea ho avuto il privilegio di trovare e osservare meragliato alcune famigliole di pinne nobilis.dico famiglie perchè di varie grandezze dai 30cm ai 15 circa,ciò mi fa piacere perchè in sardegna(io sono sardo)è raro trovarne ancora.unico cruccio si trovano in zona dove pescano spero non a strascico.saluti
6 ottobre 2009
anch’io ho cominciato a rivederle, alcune grandi: sarebbe opportuno sensibilizzare i turisti a non toccle (e i pescherecci a non insistere in bassi fondali!)= come si fa???
8 agosto 2011
Quì in Sicilia, ad Augusta, se ne vedono ancora nelle praterie di posidonia sopravvissute alle reti delle strascicanti. A volte anche di grandi dimensioni.
13 settembre 2011
Anche in alcune zone della Liguria si ricominciano a vedere.Non dico dove per evitare la cattura.In un luogo 3 esemplari in 10-12 metri,intorno ai 30-50 cm nella posidonia.
Bisognerebbe vietare QUALUNQUE pesca con strascico e la detenzione di tali reti.Soprattutto controllare i pescherecci e sanzionarli tipo sospensione dell’attività per 1 anno.
Studio e convivo con questo Bellissimo esemplare da quando sono nata,le informazioni che vengono divulgate spesso mi fanno sorridere, perchè provenienti chiaramente da “studi” fatti a tavolino o comunque approssimativi.Questo Bivalve, vive 25 anni e ha bisogno di particolari condizioni morfologiche per estendersi in banchi che come nella mia Isola raggiungono anche i 6 ettari di estensione, dove la poseidonia fà del fondale un tappeto dove io mi immergo come le mie trisavole prima di me per tagliare il bisso e portarlo in superficie per creare dopo in una seconda fase il tessuto sacro del Bisso. la Pinna nobilis raggiunge altezze di mt.1.40 se la salinità è di 40 e la temperatura varia tra i 18 e i 23 gradi, Il suo peggior nemico è il polpo che vi assicuro se cerca casa non è tenero! Gli unici studi fatti davvero risalgono al lontano 1938 dal prof. Attilio Cerruti a Taranto il quale scrive un intero trattato sull’argomento,comunque il bisso non serve all’animale per attaccarsi a nessun fondo visto che 2/3 della sua altezza sono infissi nel substrato che di solito è misto e non sabbioso. Comunque, gli appassionati possono vedersi il filmato presente sul mio sito e trarre le conclusioni.
Chiara Vigo
Maestro di Bisso Marino
Esperto di Pinna nobilis
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