Category Archives: Schede di invertebrati

Home / Archive by category "Schede di invertebrati" ()

La Gorgonia bianca

Classe: Antozoi
Ordine: Gorgonacei
Famiglia: Plexauridi
Nome scientifico: Eunicella singularis

Habitat: fondali rocciosi e substrati duri
Profondità: dai 10 m fino ai 50 m
Dimensioni: cresce fino ad una altezza di 50cm

Caratteristiche: costruisce colonie con scheletro corneo e di forma arborescente, all’interno del quale sono ospitati i polipi generalmente introflessi dentro calici poco sporgenti. La Gorgonia Bianca, rispetto a quella Gialla, è caratterizzata da ramificazioni meno numerose e disposte parallelamente tra di loro. Questa specie ospita delle alghe simbionti nei suoi tessuti, le quali le conferiscono una colorazione a volte verdastra e le permettono di colonizzare ambienti ben illuminati e più superficiali rispetto alle altre gorgonie.  La specie è frequente in tutto il Mediterraneo.

Vasche Acquario: la Gorgonia bianca si trova nella vasca degli invertebrati e in una delle quattro vasche del piano di osservazione nella stanza a destra dell’ingresso.

La Gorgonia rossa

Gorgonie

Classe: Antozoi
Ordine: Gorgonacei
Famiglia: Paramuriceidi
Nome scientifico: Paramuricea clavata

Habitat: fondi coralligeni di profondità.
Profondità: dai 30 m fino ai 100 m.
Dimensioni: una colonia può raggiungere 1 metro di ampiezza.

Caratteristiche: si sviluppa in colonie formando grandi ventagli disposti secondo un unico piano con ramificazioni irregolari e fitte, spesso fuse tra di loro. I ventagli di gorgonia crescono di circa 4-6 cm all’anno a seconda delle condizioni ambientali. La Gorgonia è costituita da uno scheletro corneo; il rivestimento superficiale ingloba dei minuscoli pezzi di calcare (spicole) situati alla base dei polipi retrattili. Presente in tutto il Mediterraneo ad eccezione della parte orientale.

Vasche Acquario: la Gorgonia rossa si trova nella vasca che rappresenta il Circalitorale superiore.

Polpo o Polipo?

di Francesca Birardi

 

Molto spesso queste due parole sono erroneamente utilizzate come sinonimi per indicare i cefalopodi del genere Octopus; c’è addirittura chi pensa che “polipo” sia la forma più erudita e corretta di “polpo”.
Non c’è niente di più sbagliato: infatti il polpo ed il polipo, sebbene i loro nomi siano entrambi derivanti dal greco e significhino letteralmente “dai molti piedi”, sono due animali completamente diversi.

polipoI polipi sono animali appartenenti al Phylum degli Cnidari. Sono organismi sessili (cioè vivono attaccati al fondo), il cui corpo ha la forma di sacco cilindrico con parete a doppio strato, all’interno del quale si trova la cavità digerente; nella parte apicale si inseriscono i tentacoli che circondano la bocca. I polipi possono raggiungere dimensioni variabili a seconda della classe a cui appartengono.
Bisogna fare una distinzione tra Cnidari che durante la loro vita presentano uno stadio polipoide giovanile e quelli esclusivamente polipoidi. La classe degli Scifozoi, di cui fanno parte le Meduse, appartiene alla prima tipologia. Questi animali, infatti, prima di diventare pelagici attraversano una fase giovanile in cui hanno forma di polipo e vivono, quindi, attaccati al fondo; i polipi si riproducono asessualmente fino alla trasformazione in medusa. Invece fanno parte della seconda tipologia gli Anemoni di mare e i Coralli entrambi appartenenti alla classe degli Antozoi, suddivisa a sua volta in due sottoclassi: Ottocoralli, con polipi che possiedono 8 tentacoli (ad esempio le Gorgonie) ed  Esacoralli, che hanno 6 o multipli di 6 tentacoli (come Anemoni ed Attinie). Gli Cnidari possiedono delle particolari cellule urticanti, dette cnidociti per lo più situate nei tentacoli.

 

polpoIl polpo invece è un mollusco cefalopode (phylum Mollusca, classe Cephalopoda) privo di conchiglia; possiede otto tentacoli, che possono avere una o due file di ventose a seconda della specie. Al centro della corona di tentacoli si trova la bocca che termina con un becco corneo che serve per rompere i gusci delle conchiglie o le corazze dei crostacei di cui l’animale si nutre. I polpi riescono a muoversi molto rapidamente espellendo con forza l’acqua attraverso un sifone e sono molto abili a mimetizzarsi grazie alla contrazione e decontrazione di particolari cellule, che contengono pigmenti, chiamate cromatofori. In più possiedono la cosiddetta ghiandola del nero che secerne un liquido scuro che consente all’animale di sfuggire all’attacco dei predatori.

Nell’Acquario di Porto S. Stefano è possibile vedere dei bellissimi esemplari di Gorgonie rosse, gialle e bianche in quasi tutte le vasche della struttura; il ricambio continuo di acqua all’interno delle nostre vasche fa sì che questi organismi coloniali si sviluppino in tutta la loro bellezza e godano di ottima salute.

Inoltre è possibile ammirare un bellissimo esemplare di Octopus vulgaris in una delle quattro vasche del piano di osservazione situato a destra dell’ingresso.

Pinna nobilis, il bivalve più grande del Mediterraneo

di Francesca Birardi

Questo mollusco, comunemente noto come “Nacchera” o “Pinna comune”, può raggiungere notevoli dimensioni arrivando talvolta a misurare 1 metro di lunghezza. Ha una conchiglia bivalve a forma quasi triangolare e vive infossato nel sedimento, prevalentemente sabbioso, tramite la parte appuntita.

Si possono vedere esemplari di questa specie diffusa in tutto il Mar Mediterraneo nei pressi o all’interno delle praterie di Posidonia oceanica. La Pinna nobilis si nutre e respira facendo passare l’acqua all’interno del proprio corpo tramite un sifone, detto “inalante”, poi espulsa tramite un altro sifone detto “esalante”. Talvolta ospita all’interno della propria conchiglia dei piccoli crostacei con i quali vive in simbiosi.

A causa della bellezza delle loro conchiglie le Pinne comuni sono spesso prede di persone senza scrupoli che estirpano il mollusco dal fondale, gettano via l’animale estraendolo senza pietà e portano a casa le valve per poterle ostentare nelle proprie case come macabri trofei. La popolazione di Pinna nobilis si è pertanto notevolmente ridotta, per cui da qualche anno è stata ufficialmente dichiarata specie protetta.

Potete ammirare una giovane Nacchera nella vasca degli invertebrati dell’Acquario di Porto Santo Stefano; è possibile riconoscere un individuo giovane da uno adulto non solo per le dimensioni ridotte ma anche per la presenza di protuberanze disposte in file molto fitte sulla parete esterna delle valve, che scompaiono quando il mollusco diventa adulto.

Un nuovo ospite, la Vacchetta di mare

di Francesca Birardi

Da quest’estate c’è un nuovo ospite all’Acquario di Porto Santo Stefano: è il Discodoris atromaculata, un nudibranco dalla colorazione bianca a macchie marroni-nere, molto simile al manto di una mucca pezzata e per questo comunemente chiamato “Vacchetta di mare”.

È facile incontrare questo nudibranco (mollusco gasteropode che non presenta conchiglia) su substrati rocciosi o sulla spugna Petrosia ficiformis della quale è particolarmente ghiotto.

La Vacchetta, che di solito raggiunge i 10 cm di lunghezza, è una specie ermafrodita che si riproduce generalmente in autunno. Le piccolissime uova (nella foto di A.Tommasi) vengono deposte in aggregati nastriformi disposti a spirale in zone ben riparate e ricoperte da alghe.

Potete ammirare due esemplari di Discodoris atromaculata in una delle vasche del piano di osservazione che si trova nella sala situata subito sulla destra dell’ingresso dell’Acquario Mediterraneo dell’Argentario.