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Il polpo ha deposto le uova!

uovapolpoUn paio di giorni fa il polpo ospitato in una delle nostre vasche ci ha colto tutti di sorpresa: ha deposto le uova!
Queste si trovano alloggiate all’interno di lunghi cordoni che l’animale ha attaccato ad un lato del vetro della sua vasca e, stando a ciò che avviene in natura, verranno custodite per 1-2 mesi.

Il Polpo (Octopus vulgaris), che è un mollusco cefalopode (da non confondersi con il Polipo!), depone solitamente le uova alla fine dell’inverno; la femmina raggiunge la maturità sessuale a 12-18 mesi di età, quando arriva a pesare da 1 a 1,5 kg.

La fecondazione è interna: i maschi, infatti, possiedono un tentacolo differenziato (l’ectocotile) a forma di cucchiaio, per mezzo del quale trasferiscono dei pacchetti di spermatozoi all’interno delle femmine, precisamente in una cavità del mantello.
Le uova vengono tenute inizialmente all’interno del corpo della femmina per un periodo di circa 30-40 giorni e poi vengono emesse in lunghi filamenti che possono contenere fino a 150 uova ciascuno. Questi involucri vengono generalmente appesi alle volte delle tane e vengono ben sorvegliati dalla femmina, che per custodire attentamente le proprie uova si nutre pochissimo e a volte addirittura si dimentica di mangiare.

Nella foto (©Francesca Birardi) potete vedere la nostra “mamma-polpo” che amorevolmente protegge le sue uova con un tentacolo.

Venite a vedere questa meraviglia con i vostri occhi! Vi aspettiamo!

Quelle rare stelle dell’Argentarola

di Alessandro Tommasi

Ad ulteriore conferma del grande valore dell’ambiente sommerso rappresentato dai fondali dell’isolotto dell’Argentarola ci piace segnalare la presenza ormai costante di un certo numero di organismi particolarmente interessanti lungo le falesie a strapiombo nel blu.
Si tratta di esemplari della Stella Gorgone (Astrospartus mediterraneus), la stella dai mille tentacoli, così chiamata in italiano evocando il terribile mostro dei poemi omerici che ostentava la chioma composta da una miriade di serpenti.
Il singolare organismo, appartenente al Phylum degli echinodermi (dal greco: echinos = spina / derma = pelle) del quale fanno parte  ricci e stelle marine, è generalmente piuttosto raro, vive a grandi profondità e si nutre dei polipi dei coralli, soprattutto dei polipi delle gorgonie rosse di cui i fondali dell’Argentarola sono particolarmente ricchi.

La circostanza ci è stata segnalata dai referenti  del Centro Immersioni Costa D’Argento e dell’Argentario Scuba Point  che operano quotidianamente lungo la costa del promontorio. Abbiamo quindi constatato personalmente la presenza di una quindicina di esemplari, alcuni dei quali sono risaliti fino ad una profondità di soli 15/20 metri offrendosi all’osservazione anche degli escursionisti subacquei meno esperti.

Ancora una volta si ha la conferma del fatto che i fondali dell’Isolotto dell’Argentarola, così come da anni sostenuto dall’Accademia Mare Ambiente, sono particolarmente ricchi e meritevoli di valorizzazione. Tale circostanza è stata peraltro stigmatizzata nell’Atlante BIOMART realizzato a cura dell’Università di Firenze nel quale si cita l’Argentarola come il sito dei mari toscani (isole comprese) ove è stata constatata, dopo anni di osservazione,  la più ampia biodiversità.

[foto: Massimiliano Massimi]

La seppia

Classe: Cefalopodi
Ordine: Decapodi
Famiglia: Sepioidei
Nome scientifico: Sepia officinalis

Habitat: fondali fangosi e sabbiosi, praterie di Posidonia
Profondità: da pochi metri ad oltre 100
Dimensioni: raggiunge i 30 cm di lunghezza
Caratteristiche: facilmente riconoscibile per la sua forma appiattita e gli occhi particolarmente grandi posti ai lati del corpo subito prima dei 10 tentacoli. Mentre nuota, la Seppia è in grado di cambiare colore adattandosi alle caratteristiche del fondale. All’interno del corpo si trova il tipico osso di seppia che è in realtà la conchiglia interna di questo mollusco. Esemplari particolarmente grandi possono pesare fino a 2 Kg. È distribuita nel Mediterraneo e nell’Atlantico orientale.

Vasche Acquario: è possibile vedere un esemplare di seppia nella piccola vasca nella prima stanza che si incontra dopo aver sceso le scale, situata al piano terra dell’Acquario di Porto S.Stefano.

Il Corallo nero

Da qualche mese a questa parte all’Acquario Mediterraneo dell’Argentario è in corso una sperimentazione sul Corallo nero condotta dalla dott.ssa Francesca Scoccia, del gruppo di ricerca coordinato dalla prof.ssa Elda Gaino dell’Università degli Studi di Perugia.
In particolare, l’obiettivo dello studio è quello di riuscire a studiare le fasi larvali del ciclo vitale di questa specie, cercando di allevarla, per la prima volta in Italia, in vasca.
Di seguito riportiamo una scheda per conoscere meglio la specie, curata dalla dott.ssa Scoccia.

Classe: Antozoi
Sottoclasse: Esacoralli
Ordine: Antipatharia
Famiglia: Myriopathidae
Nome scientifico: Antipathella subpinnata

Habitat: fondali rocciosi e substrati duri
Profondità: dai 50 m ai 100 m (dati storici riportano anche – 500m)
Dimensioni: supera il metro di altezza
Caratteristiche: costruisce colonie ramificate di forma arborescente. Il nome comune di corallo nero deriva dalla presenza di uno scheletro di natura proteica di colore nero che nelle colonie vive non è possibile vedere perché ricoperto dai tessuti. Questi ultimi, tuttavia, hanno un colore bianco/trasparente che permette di intravedere l’asse scheletrico all’interno. L’asse del corallo nero, nelle specie tropicali, viene utilizzato come materiale per la costruzione di gioielli. Per questo motivo oggi tutte le specie di corallo nero sono considerate protette e incluse nella lista C.I.T.E.S. Le colonie di Antipathella subpinnata sono costituite da polipi caratterizzati da 6 tentacoli. Questa caratteristica li rende unici e inconfondibili all’interno del gruppo degli esacoralli. A differenza di molti altri coralli, il corallo nero non contrae simbiosi con alghe simbionti, proprio per questo motivo non necessita di luce (indispensabile per la fotosintesi delle alghe) e può colonizzare il substrato roccioso a grandi profondità. Antipathella subpinnata ha una distribuzione Atlantico-Mediterranea e rappresenta una componente bentonica comune dell’habitat che caratterizza la zona più profonda, poco illuminata, del circalitorale. In Mediterraneo vivono altre quattro specie di corallo nero che hanno una distribuzione batimetrica molto più profonda rispetto a quella di Antipathella subpinnata.

Possibili confusioni: comunemente, in Mediterraneo, il corallo nero (Antipathella subpinnata) viene confuso con la Savalia savaglia (ormai nota come Gerardia savaglia), ovvero il falso corallo nero. La confusione deriva dal fatto che anche quest’ultima specie presenta uno scheletro corneo di colore nero. Aldilà delle numerose differenze, non ultimo il colore delle colonie, le due specie possono essere facilmente identificate mediante l’osservazione di due caratteri.
Il primo riguarda i polipi:
Antipathella subpinnata: sei tentacoli
Savalia savaglia: numerosi tentacoli
Il secondo carattere riguarda lo scheletro:
– Antipathella subpinnata: scheletro provvisto di caratteristiche spine
– Savalia savaglia: scheletro liscio.
Spesso la confusione tra il vero corallo nero e il falso corallo nero è accentuata dal fatto che entrambi presentano analoghe caratteristiche ecologiche e possiamo quindi trovarli nei medesimi ambienti.

Vasche Acquario: il corallo si trova nella vasca degli invertebrati e in una delle quattro vasche del piano di osservazione nella stanza a destra dell’ingresso. Nella vasca sono in corso esperimenti per lo studio della riproduzione del corallo nero. Sono ospitate 4 colonie femminili e 1 colonia maschile. Le colonie sono tipicamente a sessi separati.

[nella foto: colonie di corallo nero in vasca all’Acquario Mediterraneo dell’Argentario]

La Gorgonia gialla

Classe: Antozoi
Ordine: Gorgonacei
Famiglia: Plexauridi
Nome scientifico: Eunicella cavolinii

Habitat: fondali rocciosi o substrati duri
Profondità: tra i 10 m e i 150 m
Dimensioni: colonie alte fino a 30-40 cm di altezza
Caratteristiche: si sviluppa in colonie arborescenti con ramificazioni in genere disposte su di un unico piano e perpendicolari alle correnti dominanti del luogo. Lo scheletro corneo è ricoperto di polipi (che sono molto spesso chiusi) ed è abbastanza flessibile. Si riproduce attraverso delle uova che si schiudono in larve planctoniche. Le dimensioni possono essere molto variabili. La specie è frequente in tutto il Mediterraneo.

Vasche Acquario: è possibile vedere molte colonie di Gorgonia gialla nella vasca che rappresenta il piano Infralitorale superiore, che si trova nella terza stanza al piano terra.

ACQUARIO

L’Acquario Mediterraneo dell’Argentario è stato realizzato con l’intento di riprodurre più fedelmente possibile gli ecosistemi più indicativi del litorale della Costa d’Argento. Nell’ambito della fascia costiera, che va da 10 a 50 metri di profondità, sono rappresentati i piani infralitorale e circalitorale, nonché un ambiente con esemplari pelagici; evidenza è data anche alla presenza sempre più frequente in Mediterraneo di specie “lessepsiane”, che si sono introdotte ed acclimatate all’ecosistema Mediterraneo in seguito al taglio del Canale di Suez. L’Acquario Mediterraneo del Centro Didattico di Biologia Marina del Comune di Monte Argentario è dotato di ben 17 vasche di cui 7 panoramiche, che hanno una capienza che va da 2000 a 20.000 litri per un totale di circa 50.000 litri d’acqua di mare. Le vasche contengono centinaia di specie animali e vegetali, come: Cernie, Murene, Cavallucci marini, Polpi, Gattucci, Gattopardi, Aragoste, Anthias, Tanute, Ricciole, Spondili, Gorgonie, Posidonia e molte altre..