Category Archives: Schede dei pesci

Home / Archive by category "Schede dei pesci"

Pesce prete: il pesce che “gioca” a bandierina

di Francesca Birardi

Pesce preteMolti visitatori che si affacciano alla vasca aperta dell’Acquario di Porto S. Stefano rimangono letteralmente stupiti davanti a questo pesce che passa la maggior parte del tempo infossato nella sabbia, immobile come una roccia.
Si tratta dell’Uranoscopus scaber, comunemente detto Pesce prete, probabilmente per il fatto che ha sempre gli occhi rivolti al cielo (da qui il nome “Uranoscopus”, che in latino significa “colui che guarda il cielo”), proprio come se stesse pregando.

Il suo aspetto è inconfondibile e, a detta di molti, terrificante: ha, infatti, una testa molto grande e una grossa bocca piena di denti appuntiti. Dietro le branchie sfoggia una grossa spina contenente  veleno, meno potente di quello delle tracine, ma anch’esso termolabile: infatti basta immergere la parte del corpo colpita nell’acqua calda, o metterla sotto la sabbia cocente, per vanificarne gli effetti.

Il pesce prete, che gli inglesi chiamano Star gazer (“colui che fissa le stelle”), ha uno strano e particolare modo di cacciare; possiede, infatti, un filamento boccale, vermiforme e rosso-violaceo, che fa sporgere dalla bocca e agita come se fosse una sorta di bandierina. Con questo attira le prede che, incuriosite dallo strano oggetto fluttuante, si avvicinano sempre di più a lui, ignare del grosso pericolo che stanno correndo.

È molto divertente osservare i gamberetti nella vasca che, come ipnotizzati, si avvicinano lentamente al pesce che sfodera la sua bandierina nastriforme. Fortunatamente i piccoli crostacei sono molto scaltri e non cadono mai in questo tranello; del resto il nostro pesce prete viene abbondantemente sfamato dal nostro tecnico delle vasche, e si potrebbe quasi ipotizzare che le sue intenzioni verso i gamberetti siano benigne, come se volesse invitarli al gioco … quello della bandierina, appunto!

La Castagnola rossa

Castagnola rossaClasse: Osteitti
Ordine: Perciformi
Famiglia: Serranidi
Nome scientifico: Anthias anthias
Nome comune: Castagnola rossa

Habitat: vive in vicinanza di rocce con anfratti e grotte.
Profondità:
da 15 fin a quasi 200 metri.
Dimensioni:
può raggiungere i 26 cm di lunghezza.

Caratteristiche: è una specie ermafrodita proterogina, cioè nasce femmina e diventa maschio in un secondo momento. La Castagnola rossa tende a formare gruppi numerosi che presentano come capogruppo un esemplare nella fase maschile. La colorazione va dal rosso vivace al rosa; i maschi sono ben distingubili dalle femmine perchè sono più grandi ed hanno le pinne di un giallo intenso. Gli occhi sono grandi e la dorsale presenta un raggio spinoso particolarmente lungo; la pinna caudale è profondamente incisa. Ha abitudini notturne ed è presente nel Mediterraneo e nell’Atlantico orientale

Vasche Acquario: si può ammirare qualche esemplare di Castagnola rossa nella vasca che rappresenta il Circalitorale superiore.

Il Sarago Fasciato

Sarago fasciatoClasse: Osteitti
Ordine: Perciformi
Famiglia: Sparidi
Nome scientifico: Diplodus vulgaris

Habitat: fondali rocciosi o misti, vicino a praterie di Posidonia oceanica.
Profondità: dalla superficie fino a 50 m.
Dimensioni: può raggiungere i 45 cm di lunghezza.

Caratteristiche:
il Sarago Fasciato ha molte specie affini, come il Pizzuto (Diplodus puntazzo) o il Sarago Maggiore (Diplodus sargus), con caratteristiche e biologia simili ma con differente colorazione. La livrea è argentea con sfumature dorate o verdastre e due bande scure, una in prossimità della testa e l’altra della coda. A differenza delle forme giovanili negli individui adulti di questa specie le bande tendono ad essere meno evidenti. Vive nel Mediterraneo e nel Mar Nero.

Vasche Acquario:
il Sarago Fasciato si trova nelle vasche che rappresentano l’Infralitorale inferiore e l’Ambiente Pelagico.

I gattucci hanno deposto le uova!

di Francesca Birardi

uova-gattuccio-prima-settimana

Un lieto evento all’Acquario Mediterraneo dell’Argentario di Porto S. Stefano: i gattucci, che si trovano nella vasca più piccola della prima stanza del piano inferiore, hanno deposto due uova fissandole ad un “ramo” di Gorgonia bianca.

I gattucci (nome scientifico: Scyliorhinus canicula) sono pesci che appartengono alla classe dei Condroitti, che comprende tutte le specie che possiedono uno scheletro cartilagineo, inclusi i grandi squali. Questa specie è molto diffusa nel Mediterraneo e di solito si ritrova su fondali sabbiosi, sia in acque basse che a grandi profondità.

Hanno un corpo allungato e affusolato, un capo schiacciato e una bocca che si apre ventralmente. Il loro corpo è coperto di scaglie e la loro livrea (insieme dei colori e dei disegni delle squame e dell’epidermide dei pesci) è di un beige chiaro cosparso di macchioline nere. Hanno due narici, dette valve nasali, che non servono per respirare (la respirazione avviene per mezzo di 5 o 6 paia di branchie situate ai lati del corpo) ma contengono cellule olfattive che captano la presenza di sostanze odorose disciolte nell’acqua.

Di indole pigra, passano la giornata adagiati sul fondo o tra le rocce a dormire, mentre di notte sono più attivi e si dedicano alla caccia di crostacei, molluschi e policheti dei quali sono ghiotti.

La fecondazione è interna e si compie attraverso una vera copula, che avviene in un modo che, ai nostri occhi, potrebbe essere giudicato come un atto di aggressione poiché il maschio trattiene la femmina afferrandola con i denti. È capitato molto spesso, nel passato, che alcuni visitatori impauriti dalla scena siano accorsi in biglietteria ad avvertire che due gattucci si stavano “massacrando”, quando in realtà si stavano semplicemente accoppiando.

Le femmine depongono delle uova particolari, caratterizzate da grossi tuorli avvolti in un guscio corneo molto duro ma trasparente tanto che si può nettamente vedere l’interno e seguire ogni passo dello svilupppo. Le uova vengono generalmente fissate su colonie di gorgonie tramite 4 filamenti dall’aspetto molto simile a quello dei viticci, che possono raggiungere anche i 5 metri di lunghezza. Dopo 9-10 mesi avviene la schiusa: i piccoli gattucci sono lunghi circa 4 cm e sono subito autonomi. I gusci vuoti possono essere ritrovati molto frequentemente sulla battigia e in alcune parti d’Italia vengono simpaticamente chiamati borsellini delle Sirene.

I Cavallucci marini

di Francesca Birardi

cavalluccio - di A.TommasiI Cavallucci marini, detti anche Ippocampi, sono pesci ossei appartenenti all’ordine dei Singnatiformi e famiglia dei Singnatidi. Sono pesci generalmente piccoli dal carattere schivo e timido, ed hanno la particolarità di avere una bocca a forma di tubo, all’interno della quale non ci sono denti.

Le loro doti mimetiche li rendono difficilissimi da individuare nelle praterie di Posidonia o nelle alghe fra le quali si nascondono; a causa della loro lentezza nei movimenti, infatti,  riescono a sfuggire dai predatori solo nascondendosi.

I cavallucci prestano cure parentali alla loro prole, in particolare è il maschio a possedere un’apposita sacca per l’incubazione delle uova. A seconda della specie vengono deposte fino ad un massimo di 1200 uova, grandi circa due millimetri ciascuna; la schiusa avviene dopo qualche giorno o qualche settimana.

I cavallucci marini sono stati inseriti nelle liste delle specie marine protette in Italia, poichè sono a rischio esitinzione.

Nell’Acquario di Porto S. Stefano potete ammirare alcuni piccoli ippocampi nascosti tra le alghe  nella vasca posta davanti a quella che rappresenta il piano Infralitorale superiore.