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Le caulerpe, l’indigena e le aliene

di Francesca Birardi

Caulerpa prolifera,di Alessandro TommasiLe caulerpe sono alghe verdi appartenenti al phylum delle Chlorophyta.  Tutte le specie appartenenti al genere Caulerpa hanno uno stolone più o meno affondato nel substrato, che verso il basso produce dei rizoidi (strutture simili a radici ma che hanno la sola funzione di ancoraggio) ben sviluppati, utili ad ancorarsi in fondali molli come sabbia e fango, e verso l’alto delle fronde ad intervalli regolari, che costituiscono il loro tallo (così viene chiamato il “corpo” non specializzato in radici, fusto e foglie delle alghe).
 
La Caulerpa prolifera (nella foto) è una specie molto comune in Mediterraneo; le sue fronde a forma di foglia laminare la fanno sembrare molto simile alle piante superiori, tanto che a primo sguardo è difficile credere che sia proprio un’alga. All’inizio dell’inverno, lungo le nostre coste, le fronde cominciano a decolorarsi e si distruggono pian piano; lo stolone, invece, rimane vivo e vegeto e sviluppa i nuovi talli nellla primavera successiva. Questo non succede nelle coste sud del Mediterraneo, ad esempio quelle egiziane e marocchine, dove le fronde sono sempre presenti poichè l’escursione termica tra estate e inverno è minore.
 
Esistono altre due specie di Caulerpa, la taxifolia e la racemosa, che sono entrate da pochi anni in Mediterraneo e per questo sono considerate “aliene“. È detta aliena, infatti, una specie cha ha un’origine esterna rispetto all’ambiente nel quale viene introdotta, cosa che, nella maggior parte dei casi, avviene per mano dell’uomo. Talvolta le specie aliene possono avere un comportamento invasivo, cioè la loro diffusione diventa nociva per le specie indigene che tendono a scomparire e ad essere sostituite dalla nuova specie.

La Caulerpa taxifolia è stata ritrovata per la prima volta davanti all’Acquario di Monaco nel 1984 e si pensa che molto probabilmente alcuni talli di quest’alga siano stati accidentalmente buttati in mare durante le regolari pulizie delle vasche. Appena scoperta, la taxifolia formava una chiazza di pochi metri quadrati; ad oggi è stata segnalata in più di 100 stazioni di monitoraggio sparse in tutto il Mediterraneo.
Il ricoprimento totale fino ad oggi stimato è più di 5000 ettari. Quest’alga verde, chiamata così perchè il tallo assomiglia ad una foglia di tasso, si adatta bene ad ogni tipo di fondale, anche in ambienti scarsamente illuminati tanto che è stata ritrovata anche a 90 metri di profondità, dove in genere le alghe non riescono a sopravvivere a causa della poca luce. La taxifolia forma delle vaste praterie ricoprendo fittamente tutto il substrato e “soffocando” tutte le altre specie algali già presenti; per questo viene definita alga killer.
 
La varietà di Caulerpa racemosa che si è insediata in Mediterraneo è la cylindracea ed è originaria dell’Australia sud-occidentale; non si sa ancora con certezza come abbia fatto ad entrare nel nostro mare ma si ipotizza che sia passata dal Canale di Suez. Proprio come la taxifolia, essa ha una grande capacità di adattamento e forse è ancora più invasiva dell’altra. Il suo tallo è formato da fronde che hanno un aspetto simile a piccoli grappoli d’uva, e infatti nei paesi anglosassoni viene chiamata grape alga, cioè alga a forma d’uva. Sono ben poche le località mediterranee che ancora non hanno segnalato la presenza di quest’alga verde e l’Argentario, purtroppo, non è fra queste.

La colonizzazione di queste due alghe aliene sta destando molta preoccupazione nella maggior parte dei ricercatori, che sono molto preoccupati per la sorte delle specie mediterranee. Altri studiosi, invece, considerando il fatto che le due alghe si adattano bene anche in ambienti molto degradati, come quelli portuali, pensano che la loro presenza possa riqualificare queste zone dove la possibilità di vita delle specie algali è praticamente nulla.

È possibile vedere la Caulerpa prolifera nella vasca dei Cavallucci e Pesci ago che si trova nell’ultima stanza del piano inferiore dell’Acquario Mediterraneo dell’Argentario di Porto S. Stefano. Ovviamente nelle nostre vasche non sono presenti le due specie aliene proprio per evitare di spargere in mare dei talli che potrebbero incrementare la loro colonizzazione.

Una giornata didattica in mare

Dall’11 al 15 Maggio, si è svolto il programma di educazione ambientale dal titolo “Stili di vita e comportamenti per uno sviluppo sostenibile”, previsto nell’ambito del progetto “Le chiavi della città” organizzato dal Comune di Firenze.
Quest’anno alle attività di biologia ed ecologia marina “Un laboratorio del Mare nostrum” proposte dall’Accademia Mare Ambiente, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica e l’Assessorato alla Pubblica Istruzione di Firenze hanno partecipato le seguenti scuole: Scuola Secondaria di primo grado “Accursio da Bagnolo” di Impruneta,  Scuola Secondaria di primo grado “Paolo Uccello” di Firenze e i ragazzi della ID della Scuola Secondaria di primo grado “Ottone Rosai” di Firenze accompagnati dai loro genitori. A queste scuole fiorentine si è aggiunta anche la Scuola Secondaria Statale di primo grado “Giovanni Pascoli” di Grosseto.

Appena arrivati a Porto S. Stefano i ragazzi e gli insegnanti si sono diretti subito all’Acquario dove hanno potuto visitare la struttura guidati dallo staff dell’Accademia Mare Ambiente. Al termine della visita i partecipanti al progetto si sono avviati verso il porto per imbarcarsi. Quest’anno l’attività pratica in mare si è svolta sulla nuovissima motonave Revenge, fatta costruire lo scorso anno dalla Vegastar srl, la società armatrice de “Le Crociere del Sole” , nel pieno rispetto delle vigenti normative ambientali. Ciò la rende idonea a navigare anche in ecosistemi marini delicatissimi o particolarmente tutelati come quelli dell’Arcipelago toscano; è stata la prima nave in Europa ad essere costruita con queste caratteristiche. La nave è lunga 40 m e larga 9 m, ha una portata di 400 passeggeri e, come le grandi navi da crociera, è dotata di stabilizzatori in modo da ridurre al minimo le oscillazioni dovute alle onde del mare.

[Vai alla galleria fotografica per vedere tutte le foto della giornata]

Subito dopo aver lasciato il porto il comandante della nave, il sig. Paolo Loffredo, ha dato il benvenuto ai ragazzi, ha dato loro informazioni sulla motonave e li ha guidati in una piccola crociera nelle splendide acque del nostro Promontorio. Appena giunti al punto idoneo per effettuare l’immersione, la barca è stata ancorata, Mario Figoni e Mauro Solari, sub dell’A.M.A., hanno indossato la loro attrezzatura assistiti tecnicamente da Rinaldo Corsi e i ragazzi si sono seduti davanti ai grandi schermi di cui è dotata la motonave, per poter vedere in diretta le immagini che di lì a poco avrebbe mostrato la videocamera dei sub. Non appena le immagini sono apparse sugli schermi Francesca Birardi, naturalista, e Maurizio De Pirro, ecologo, hanno spiegato ai ragazzi cosa stavano vedendo, fornendo loro semplici nozioni di biologia ed ecologia marina e di comportamento animale. Gli stessi sub, indossando una particolare maschera (detta “gran facciale”) munita di microfono, hanno potuto parlare in diretta con i ragazzi.
Risalendo i sub hanno portato tre echinodermi (un riccio canuto, un’oloturia e una stella marina rossa) da mostrare ai ragazzi, allestendo così un vero e proprio laboratorio di biologia marina a bordo. I tre organismi marini sono stati subito riposti in un secchio d’acqua di mare e, dopo essere stati velocemente osservati per non creare loro troppo stress, sono stati ributtati in mare.

Lo staff dell’Accademia Mare Ambiente ringrazia i ragazzi, gli insegnanti e i genitori della classe ID della scuola media “Ottone Rosai” per aver entusiasticamente partecipato alle attività didattiche, e l’equipaggio della motonave Revenge per la gentile ospitalità, e si augura che sia stata una bella e interessante esperienza per tutti.

Arrivederci al prossimo anno!

[Video registrato dai sub dell’A.M.A. durante un’uscita del progetto; queste immagini sono state viste in diretta dai ragazzi sugli schermi dell’imbarcazione]

A lezione all’Accademia del mare

La Nazione – 6 Maggio 2009

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(Clicca sull’immagine per ingrandire)

Il Tirreno – 6 Maggio 2009

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(Clicca sull’immagine per ingrandire)

“Le Chiavi della città” riaprono l’Acquario

03Anche quest’anno, dall’11 al 15 Maggio, si svolgerà il programma di educazione ambientale dal titolo “Stili di vita e comportamenti per uno sviluppo sostenibile”, previsto nell’ambito del progetto “Le chiavi della città” organizzato dal Comune di Firenze.
L’evento, che viene riproposto ogni anno dal 2002 e che ha coinvolto una media di 650 partecipanti all’anno, vedrà protagonisti i ragazzi delle scuole medie del Comune di Firenze. 

Le attività di biologia ed ecologia marina “Un laboratorio del Mare nostrum” proposte dall’Accademia Mare Ambiente, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica e l’Assessorato alla Pubblica Istruzione di Firenze, mirano a far conoscere ai ragazzi ed insegnanti la biologia e l’ecologia del nostro mare, l’importanza della sua salvaguardia e le problematiche che lo affliggono come l’inquinamento e il cattivo sfruttamento delle sue risorse. Questa iniziativa si propone di dare la possibilità a tutti gli studenti di effettuare un percorso didattico composto da una esperienza pratica in mare ed una teorica relativamente alla Biologia ed Ecologia Marina del Mare Mediterraneo.

La giornata didattica è così articolata: appena arrivati i ragazzi potranno assistere ad una visita guidata-lezione all’Acquario di Porto S.Stefano tenuta dai biologi e i naturalisti dell’Accademia Mare Ambiente. Seguirà, poi, un’esperienza pratica sull’imbarcazione dove, dopo una breve crociera nelle acque del Promontorio, gli studenti potranno assistere all’immersione dei subacquei dell’AMA che, muniti di telecamera, mostreranno le immagini dei fondali dell’Argentario commentate in diretta dai biologi e i naturalisti marini presenti a bordo. I subacquei inoltre, indossando una particolare maschera detta “gran facciale”, saranno anche in grado di parlare con le persone a bordo e quindi di rispondere direttamente alle domande che verranno poste dai ragazzi.