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Argentarola, un tesoro naturale svelato dalle immagini in dvd

Il Tirreno – 23 Dicembre 2008

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(clicca sull’immagine per ingrandire)

Argentarola, un tesoro da scoprire insieme

copertinaargentarolaIl 22 e il 23 Dicembre alle ore 18:00 presso la tensopagoda, nel piazzale dei Rioni davanti al Palazzo Municipale, verrà proiettato il nuovo DVD realizzato dall’Accademia Mare Ambiente, dal titolo “L’Argentarola, un tesoro da scoprire insieme”.

Il filmato mostra tutte le meravigliose forme di vita che popolano la parete rocciosa sommersa dell’isoletta, nonchè la stupenda grotta carsica che si trova a circa 20 metri di profondità.

I testi e le immagini subacquee sono a cura di Alessandro Tommasi, presidente dell’associazione; post-produzione a cura della Mediatouch 2000 srl.

Pinna nobilis, il bivalve più grande del Mediterraneo

di Francesca Birardi

Questo mollusco, comunemente noto come “Nacchera” o “Pinna comune”, può raggiungere notevoli dimensioni arrivando talvolta a misurare 1 metro di lunghezza. Ha una conchiglia bivalve a forma quasi triangolare e vive infossato nel sedimento, prevalentemente sabbioso, tramite la parte appuntita.

Si possono vedere esemplari di questa specie diffusa in tutto il Mar Mediterraneo nei pressi o all’interno delle praterie di Posidonia oceanica. La Pinna nobilis si nutre e respira facendo passare l’acqua all’interno del proprio corpo tramite un sifone, detto “inalante”, poi espulsa tramite un altro sifone detto “esalante”. Talvolta ospita all’interno della propria conchiglia dei piccoli crostacei con i quali vive in simbiosi.

A causa della bellezza delle loro conchiglie le Pinne comuni sono spesso prede di persone senza scrupoli che estirpano il mollusco dal fondale, gettano via l’animale estraendolo senza pietà e portano a casa le valve per poterle ostentare nelle proprie case come macabri trofei. La popolazione di Pinna nobilis si è pertanto notevolmente ridotta, per cui da qualche anno è stata ufficialmente dichiarata specie protetta.

Potete ammirare una giovane Nacchera nella vasca degli invertebrati dell’Acquario di Porto Santo Stefano; è possibile riconoscere un individuo giovane da uno adulto non solo per le dimensioni ridotte ma anche per la presenza di protuberanze disposte in file molto fitte sulla parete esterna delle valve, che scompaiono quando il mollusco diventa adulto.

L’Acquario si rinnova

Sono appena partiti i lavori per la realizzazione di due nuove vasche nell’Acquario di Porto Santo Stefano, che saranno collocate al primo piano della struttura, dove adesso si trovano la mostre di fotografia subacquea, delle conchiglie e delle attrezzature del mare.

Non sarà pertanto possibile salire al piano superiore fino al termine dei lavori, che dureranno circa un mese. È comunque possibile visitare il piano terra, dove sono situate tutte le vasche, durante il regolare orario di apertura.

Ma le sorprese non finiscono qui: infatti, ci saranno tante altre novità che vi sveleremo successivamente … continuate a visitarci!

Il Re di triglie, un padre esemplare

di Francesca Birardi

Da qualche tempo all’Acquario di Porto Santo Stefano, nella vasca che riproduce l’ambiente di grotta, abita un pesciolino appartenente alla specie Apogon imberbis, comunemente chiamato “Re di triglie“.

Questo pesce, che può arrivare fino a 13/15 cm di lunghezza, ama nascondersi nelle cavità durante il giorno, mentre di notte nuota liberamente.

Il Re di triglie, goloso di crostacei, si riproduce durante il periodo estivo tramite fecondazione interna, molto rara nel mondo dei pesci ossei. La deposizione delle uova avviene in maniera davvero particolare: la femmina, infatti, depone le uova all’interno della bocca del maschio (nella foto), che le custodisce fino alla schiusa. Durante l’incubazione, che di solito dura una decina di giorni, il maschio apre e chiude la bocca continuamente per ossigenare la massa di uova e ovviamente non può mangiare … un futuro padre veramente eroico!